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domenica 24 maggio 2015

I PRIGIONIERI DEL CADUCEO di Ward Moore




I PRIGIONIERI DEL CADUCEO di Ward Moore
di Massimo Luciani


Il romanzo “I prigionieri del Caduceo” (“Caduceus Wild”) di  Ward Moore e Robert Bradford è stato pubblicato per la prima volta nel 1959 a puntate sulla rivista “Science Fiction Stories”. Una nuova versione è stata pubblicata nel 1978. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1618 di “Urania” nella traduzione di Salvatore Proietti. È anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italiae Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Dopo una guerra batteriologica i medici sono diventati le uniche persone in grado di salvare i sopravvissuti. Per questo motivo, in alcune nazioni hanno finito per prendere il potere e hanno instaurato la Medarchia nel Nord America. Il continente è diventato sostanzialmente un ospedale in cui i cittadini sono Pazienti. I disadattati sono considerati malati e, chiamati Anormali, generalmente vengono tanatizzati.
Tre Anormali intraprendono un lungo viaggio in cui dovranno evitare la polizia della Medarchia per poter sopravvivere. Sono in contatto con gruppi di ribelli che vorrebbero rovesciare il regime ma non è sempre facile capire di chi ci si può fidare. Anche all’interno della Medarchia ci sono varie fazioni perciò la situazione è meno stabile di quanto sembri.

La storia delle pubblicazioni de “I prigionieri del Caduceo” è particolare. Una prima versione venne pubblicata nel 1959 ma nel corso degli anni successivi ci sono stati molti cambiamenti nel mondo e il romanzo venne aggiornato. Questa nuova versione venne pubblicata solo dopo la morte di Ward Moore.

In una nota dell’autore a questa nuova versione, viene citata la collaborazione di Moore e Robert Bradford con la scrittrice Jean Ariss, che però non viene accreditata. Onestamente non conosco le differenze tra le due versioni del romanzo né l’entità dei contributi forniti da Robert Bradford e da Jean Ariss.

Leggendo “I prigionieri del Caduceo” vedo elementi stilistici tipici di Ward Moore. Si tratta di un romanzo “on the road” in cui i protagonisti compiono un lungo viaggio. Moore sosteneva che negli anni ’20 aveva trascorso alcuni anni come vagabondo girando per gli USA e spesso nelle sue storie ci sono personaggi in viaggio.

Le storie di Ward Moore potevano contenere avventura e azione ma spesso sviluppavano anche varie idee. Nel caso di “I prigionieri del Caduceo” esse riguardano il futuro distopico in cui è ambientato. Spesso nel corso della storia ci sono personaggi che discutono sostenendo posizioni diverse.

Al centro di tutto c’è la Medarchia, il regime medico che ha assunto il dominio del Nord America dopo una guerra in cui sono state usate armi batteriologiche. La salute diventa una priorità assoluta ma ben presto ciò dà ai medici un potere quasi assoluto. Il continente si trasforma in un immenso ospedale in cui i cittadini sono diventati Pazienti.
In un regime in cui le prescrizioni mediche costituiscono la legge, il compito principale della polizia è quello di vegliare sulla salute dei cittadini / Pazienti. La salute non riguarda più il benessere generale della persona ma solo un corretto funzionamento “meccanico” del suo corpo.
In un regime in cui la cura dei Pazienti è fuori controllo, chiunque si opponga alle leggi della Medarchia deve avere qualche problema mentale. È un tipo di atteggiamento visto nelle dittature comuniste, in cui i dissidenti vengono considerati malati di mente perché l’ideologia persegue, ovviamente nella teoria, il bene del popolo perciò nessuna persona sana di mente vi si opporrebbe.
Nella Medarchia ci sono gli Anormali, i disadattati, e ci sono quelli che per qualche motivo non possono essere curati. Per loro la soluzione è la tanatizzazione, un eufemismo per uccisione. In questo regime essa viene considerata una soluzione pietosa che permette di evitare ad Anormali e incurabili inutili sofferenze.
Nel corso del loro viaggio, gli Anormali protagonisti de “I prigionieri del Caduceo” incontrano molte persone di vario tipo. Attraverso questi incontri gli autori mostrano le varie fazioni esistenti nella Medarchia che, com’è tipico dei regimi dittatoriali, mostra una facciata monolitica quando in realtà tra le file dei medici ci sono idee diverse e ci sono anche contrasti.

La storia è a volte pesante per l’esposizione delle varie idee e posizioni, soprattutto attraverso dialoghi che possono essere anche lunghi. Questa è certamente una parte interessante del romanzo ma per il modo in cui è strutturato è al tempo stesso la parte migliore e il punto debole.

Il problema secondo me è che non c’è un buon equilibrio tra i momenti di azione con ritmo elevato e quelli di riflessione molto lenti. Alcuni avvenimenti sembrano avere solo lo scopo di condurre i protagonisti in situazioni, e soprattutto incontri, in cui vengono discusse certe idee e posizioni e ciò li rende un po’ forzati.

Alla fine, “I prigionieri del Caduceo” mi pare un romanzo decisamente più interessante per le sue idee che per la storia e i personaggi. Secondo me non è riuscito completamente ma lo consiglio comunque a chi è interessato a distopie e tematiche mediche.




Lot di Ward Moore

Il racconto lungo “Lot” (“Lot”) di Ward Moore è stato pubblicato per la prima volta nel 1953. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno di “La verità sul caso Smith. Antologia della nuova narrativa americana” e all’interno del n. 375 di “Urania” nella traduzione di Carlo Fruttero, da Armenia Editore e da Bombiani all’interno di “Le grandi storie della fantascienza 15 (1953)” nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli e di nuovo da Mondadori all’interno del n. 1618 di “Urania”. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Quando scoppia la guerra atomica la famiglia Jimmon è pronta. Il signor Jimmon ha preparato tutto ciò che può servire alla loro sopravvivenza perciò possono partire rapidamente dopo aver caricato tutto sull’automobile. Ne aveva discusso con la sua famiglia proprio per essere pronto, eppure fin dall’inizio del viaggio le tensioni maggiori sembrano arrivare non dai pericoli esterni bensì dai litigi tra loro, che mettono alla prova l’unità della famiglia.

“Lot” venne scritto in un’epoca in cui una guerra atomica stava diventando una possibilità concreta. Questo racconto apocalittico è focalizzato sulla fuga della famiglia Jimmon quando le bombe cominciano a cadere sugli USA. Ward Moore non spiega come sia scoppiata la guerra né cosa stia succedendo nel mondo perché questa è la storia della famiglia Jimmon.
Il signor Jimmon viene considerato un moderno Lot da Ward Moore. Come il personaggio della Bibbia fuggì dalla distruzione di Sodoma e Gomorra, il signor Jimmon fugge da quella di Los Angeles. Nel momento della crisi però la famiglia Jimmon invece di unirsi sembra disgregarsi in tanti bisticci.
All’inizio del racconto, le varie lagne della signora Jimmon e dei suoi figli sembrano a volte meschine. Il signor Jimmon si è preparato al peggio con una lucidità che non lascia spazio neppure ai sentimenti. A lui interessa solo a ciò che serve alla sopravvivenza della sua famiglia e il fatto che sua moglie e i loro figli non lo capiscano è per lui fonte di grande frustrazione.
Il viaggio verso un rifugio diventa sempre più pesante tra bisticci e recriminazioni sul passato che diventano sempre più seri. La tensione all’interno dell’automobile diventa sempre più forte fino al colpo di scena finale. “Lot” è un racconto duro in cui la guerra atomica dà inizio a un dramma interno alla famiglia Jimmon.

In “Lot” la guerra atomica rimane sullo sfondo e grazie a questa scelta di Ward Moore oggi non è molto datato. È giustamente considerato un classico della fantascienza apocalittica e ne consiglio la lettura.




La figlia di Lot di Ward Moore

Il racconto lungo “La figlia di Lot” (“Lot’s Daughter”) di Ward Moore è stato pubblicato per la prima volta nel 1954. È il seguito di “Lot“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del n. 375 di “Urania” e all’interno del n. 1618 di “Urania” nella traduzione di Laura Grimaldi. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italiae Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Sono passati alcuni anni dalla guerra atomica e il signor Jimmon sopravvive assieme alla figlia Erika e al figlio che hanno avuto nel frattempo. I tre seguono una routine dettata dalle esigenze della loro vita isolata da possibili altri sopravvissuti. Il signor Jimmon non ne è molto soddisfatto ma un giorno qualcosa cambia.

Se “Lot” vi aveva disturbati, soprattutto per il suo finale, il suo seguito potrebbe avere un effetto anche maggiore. “La figlia di Lot” è ambientato alcuni anni dopo e vede il signor Jimmon e la figlia Erika vivere isolati. La loro situazione è resa subito scabrosa dal fatto che nel frattempo hanno avuto un figlio.

Come in “Lot”, la storia è focalizzata sui protagonisti, anche se in questo caso Ward Moore racconta qualcosa di ciò che è successo nel resto del mondo attraverso alcune notizie che hanno ascoltato alla radio. Il signor Jimmon, un moderno Lot, ha mantenuto il suo atteggiamento di lucidità almeno apparente che ne “La figlia di Lot” appare sempre più una razionalizzazione.

Il signor Jimmon aveva preferito sua figlia Erika al resto della loro famiglia per costruire un futuro assieme. A qualche anno di distanza, ha qualche dubbio sulla sua scelta ma Erika era quella che gli assomigliava di più. Alla fine, la ragazza dimostrerà che c’è una somiglianza col padre ma non nella maniera che lui si aspettava.

“La figlia di Lot” è per certi versi anche più brutale di “Lot”, non perché ci sia della violenza ma per la vita disumanizzata della famiglia Jimmon. I dubbi del signor Jimmon sembrano a volte davvero assurdi pensando che la sua situazione è per molti versi il frutto delle sue scelte. In sostanza se l’è cercata.

Questi due racconti hanno ispirato il film “Il giorno dopo la fine del mondo” (“Panic in Year Zero!”), pur senza alcun credito. Il film sviluppa in maniera diversa l’idea della famiglia che fugge in seguito allo scoppio di una guerra atomica.

“La figlia di Lot” forma con “Lot” un quadro familiare che vi farà rabbrividire. Secondo me si tratta di due racconti da leggere, possibilmente assieme.


18 maggio 2015

dal sito NetMassimo


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