lunedì 2 ottobre 2017

CATALOGNA: CLASSI, EGEMONIA E INDIPENDENTISMO CATALANO di Marc Casanovas e Brais Fernández





CATALOGNA: 
CLASSI, EGEMONIA E INDIPENDENTISMO CATALANO
di Marc Casanovas e  Brais Fernández


Con questo testo intendiamo partecipare alla discussione strategica apertasi nelle sinistre sul referendum catalano dell’1 Ottobre, ma che riteniamo vada anche oltre. Non ci soffermeremo sulla storia della formazione del processo indipendentista catalano, ma ci limiteremo a proporre una caratterizzazione di questo cosiddetto “processo” e a cercare di fornire argomenti sulle ragioni per cui le sinistre non indipendentiste dovrebbero impegnarsi attivamente per far sì che questa scadenza diventi un momento di rottura.

Uno degli argomenti tipici del “senso comune” della sinistra tradizionale per non sostenere il movimento catalano del 1° ottobre è che il processo è guidato dalla borghesia. Detto in questi termini, si tratta di un’affermazione semplicemente falsa che può basarsi soltanto su due fraintendimenti, uno malevolo e l’altro semplicemente frutto di ignoranza, o di un uso distorto di categorie così assurdo da invalidarsi da solo. L’erroneità di questo argomento è verificabile empiricamente.

La grande borghesia catalana si è espressa a più riprese contro questo movimento, giudicandolo irresponsabile e creatore di instabilità per i propri affari, come può verificare chiunque si scomodi a ricercare in Google le dichiarazioni di Foment del Treball (l’associazione padronale catalana). L’ignoranza entra in questione quando si tratta di definire il significato di borghesia, un concetto che la sinistra spagnola ha utilizzato solo nell’ultimo quarantennio per riferirsi alla Catalogna o, nel caso del PCE (Partito comunista spagnolo), per giustificare la propria politica di alleanza con la borghesia “progressista e nazionale” (sic) che rappresentava Suárez nel 1978.

domenica 1 ottobre 2017

DICHIARAZIONE DELLA T.M.I. SUL REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA





DICHIARAZIONE DELLA T.M.I. SUL REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA



Pubblichiamo qui una dichiarazione della Tendenza Marxista Internazionale sulla crisi in Spagna. Il referendum per l’indipendenza della catalogna rappresenta una sfida nei confronti del regime spagnolo del 1978. È stato oggetto di una grave repressione da parte dello Stato spagnolo. La T.M.I. sostiene il diritto del popolo catalano all’autodeterminazione. Per una Repubblica socialista catalana come scintilla della rivoluzione iberica!



1 – La decisione del parlamento catalano di convocare un referendum sull’indipendenza per il 1 ottobre ha aperto la crisi costituzionale più seria che la Spagna abbia visto dalla restaurazione della democrazia borghese nel 1977. La repressione da parte dello Stato spagnolo e del governo di Rajoy a Madrid ha provocato un movimento di massa nelle strade che ha acquisito alcune caratteristiche insurrezionali.

2 – La decisione di convocare un referendum sull’auto-determinazione arriva dopo anni in cui lo Stato spagnolo e il governo di destra di Rajoy hanno bloccato tutti i tentativi da parte della Catalogna di decidere sul proprio futuro. La Costituzione catalana del 2006 (Estatut), il cui contenuto era già stato annacquato dal parlamento spagnolo, è stato ratificato in un referendum, solo per essere poi bloccato dalla Corte Costituzionale spagnola su richiesta del Partito Popolare di destra. Alla fine, il Tribunale costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcuni articoli chiave dell’Estatut. 35 diverse leggi approvate dal Parlamento catalano sono state ritenute illegali dalla Corte costituzionale.

mercoledì 27 settembre 2017

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI di Stefano Santarelli






LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI
di Stefano Santarelli



“Chi l'avrebbe detto stamattina quando
mi sono alzato che avrei ucciso un uomo,
io che non ho mai ammazzato nemmeno una mosca?”




Vi sono opere cinematografiche che costituiscono dei veri e propri affreschi artistici e storici, ebbene le “Quattro giornate di Napoli” (1962) diretto da Nanni Loy su soggetto di Vasco Pratolini, Massimo Franciosa, Carlo Bernari, Pasquale Festa Campanile e lo stesso Loy, è indiscutibilmente una di queste opere.
Nanni Loy, un regista dichiaratamente di sinistra e autore di film di denuncia sociale ancora attuali basti ricordare il celebre “Detenuto in attesa di giudizio” (1971), con questo film, che costituisce indiscutibilmente il suo capolavoro, ricostruisce fedelmente l'eroica insurrezione del popolo napoletano contro un esercito perfettamente organizzato come quello nazista.

domenica 24 settembre 2017

LISTONE GUAZZABUGLIO O ALTERNATIVA DI CLASSE? di Franco Turigliatto







LISTONE GUAZZABUGLIO O ALTERNATIVA DI CLASSE?
di Franco Turigliatto



Tutto il dibattito politico appare ormai proteso verso lo scontro elettorale della prossima primavera con le tre forze maggiori, Pd, Partiti delle destre e M5S a sgomitare tra loro per arrivare nelle migliori condizioni, sviluppando una vergognosa campagna reazionaria sulla pelle dei migranti e attivando la divisione dei lavoratori. Sono tre forze del tutto interne alle logiche del sistema capitalista che si candidano a gestire il liberismo e gli affari della borghesia, come più volte abbiamo avuto modo di raccontare.

A sinistra si sta delineando, a partire dalla “grande coalizione” realizzata in Sicilia (vedi link con dichiarazione) non una reale progetto alternativo, radicale nei soggetti che lo dovrebbe comporre e nei contenuti programmatici, ma un informe aggregato (a cui ancora una volta Rifondazione si è subordinata) egemonizzato da forze che hanno gestito in prima persona le politiche borghesi dell’austerità: un disastro che se si materializzasse anche su scala nazionale priverebbe del tutto la classe lavoratrice di un minimo strumento di riferimento di classe, antiliberista e anticapitalista.

giovedì 21 settembre 2017

PATATRAC RYANAIR, UNA BUONA NOTIZIA di Giorgio Cremaschi





PATATRAC RYANAIR, UNA BUONA NOTIZIA
di Giorgio Cremaschi



È iniziata la crisi del low cost? C’è solo da sperarlo. La RyanAir ha lasciato a terra centinaia di migliaia di passeggeri con la motivazione ufficiale che piloti e personale di volo sono in arretrato di ferie e ora devono farle. Secondo molti commenti questa è una piccola parte della verità, ma già di per sé essa è indice di una situazione gravissima. Per bloccare in forma cosi ampia le attività della compagnia irlandese è necessario che le ferie tra il suo personale siano praticamente sconosciute, cioè che si facciano volare gli aerei con equipaggi che non hanno riposato a sufficienza.

Immaginatevi cosa vuol dire questo per il loro rischio e quello dei passeggeri. Se RyanAir ha fermato i voli vuol dire che la condizione del personale era al limite del consentito dai regolamenti internazionali. Cioè che la RyanAir non ha organici sufficienti per far fare ai propri dipendenti riposi e ferie quando essi siano previsti e che quindi accumula ritardi alla fine insostenibili.

REFERENDUM, MADRID ATTACCA BARCELLONA. INDIGNAZIONE DI MASSA di Checchino Antonini




REFERENDUM, MADRID ATTACCA BARCELLONA. 
INDIGNAZIONE DI MASSA
di Checchino Antonini



Catalogna, 14 arresti, occupazioni di edifici pubblici da parte della guardia civil e sequestro di materiali per il referendum. Decine di migliaia in strada contro la repressione



Catalogna: la situazione precipita. Arresti, occupazioni di edifici pubblici da parte della guardia civil e sequestro di schede e materiali per il referendum. Intanto in serata si apprende che la polizia dello Stato spagno ha anche occultato le informazioni sul terrorismo ai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana.

Migliaia di cittadini sono scesi in strada denunciando le azioni dello Stato. Di tutte le età. Di tutte le posizioni. Si sono concentrati lì dov’era la presenza della Guardia Civil. Lo hanno fatto pacificamente nonostante la tensione. Lanciando garofani nell’aria. Sorridendo. Mostrando le schede elettorali incriminate. Gridando “voteremo, voteremo!”. Una massiccia insurrezione di disobbedienza attiva che difficilmente avrà un punto di ritorno. Le grida di disobbedienza e la richiesta di uno sciopero generale risuonano ora nelle strade di Barcellona e nei comuni di Catalogna. Chi è in piazza trova molti volti familiari. E una grande maggioranza non è indipendentista. Non prima di questo 20 settembre. «L’aria che si respira è di rottura totale», scrive un attore catalano, Marc Almodóvar su El Salto. «Quando parlo di rottura, intendo per esempio il modo in cui la Guardia Civile è stata accolta. Le auto della polizia militare sono state verniciate irrimediabilmente, piene di adesivi e ornate di bandiere… Se uno si aspetta una rivoluzione pura, naturalmente non lo è. Ma il martello dello Stato spagnolo sembra aver appena risvegliato la gente addormentata». Noleggiate tre navi da crociera per ospitare la polizia spedita a reprimere i catalani. Poliziotti dannosi anche come i turisti. A Barcellona è attiva anche una campagna #stopcruceros come quella No Grandi Navi di Venezia.

lunedì 18 settembre 2017

CAMINO REAL di Teresio Spalla





CAMINO REAL
di Teresio Spalla


La storia di padre Iunipero Sierra, massacratore di indiani, beatificato da un papa e canonizzato da un altro


C’era una volta un cinema western che, insieme ai fumetti e a una letteratura sia tradotta che italiana, propagava anche qui da noi l’idea di un Ovest americano in cui la pace tra bianchi e indiani fosse, se non conclusa positivamente con il “lieto fino programmatico”, almeno rimandata alla prossima storia.
Ciò avvenne in un’epoca lontana – collocabile tra gli anni della guerra e la fine degli anni Sessanta – in cui si stabilizzò l’idea che mostrare i pellerossa come implacabili nemici e selvaggi sanguinari aveva perso di senso logico, artistico e commerciale.

Non è vero, come si è scritto per anni, che tutto nacque con il grande successo di “L’amante indiana” (1950) dove i bianchi erano cattivi e nemici della pace o buoni e favorevoli alla pace con gli apache buoni e pacifici o atti alla guerra senza tregua. Film che narrano con amara pietà il destino del “vanishing american” ne furono realizzati anche ai tempi del muto.
A mio parere l’idea di uno sguardo mite e rispettoso, quando non esaltante e nettamente pacifista, nacque nello spirito degli anni di Roosevelt in cui i pellerossa (che avevano acquistato il diritto di cittadinanza e di voto nel 1924 e avevano valorosamente combattuto nella guerra mondiale) furono ben accolti anche nella narrativa popolare e specialmente in quella che raffigurava l’America coloniale ai suoi primordi, quando la possibilità di una convivenza pacifica era ancora veramente possibile.

domenica 17 settembre 2017

IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA… di Fabio Cannizzaro




IN SICILIA, C’E’ SINISTRA E SINISTRA…
di Fabio Cannizzaro






La deriva che la situazione politica a sinistra va assumendo merita, scevra da furberie, tatticismi e ricollocamenti tattici, una riflessione politica cui come socialisti di sinistra non ci sottraiamo.
Tutti conoscono, avendola espressa pubblicamente e tempestivamente, la nostra posizione in merito alla proposta di coalizione elettorale con il “ticket” Claudio Fava e Ottavio Navarra.
Eravamo e restiamo schiettamente contrari non agli uomini ma alla logica politica che la candidatura Fava ( la figura, infatti, del vicepresidente in pectore è solo una “forzatura” mediatica) esprime e sintetizza.
Del resto avendo partecipato al processo dall’inizio, fino a giungere alla riunione di Enna, ben conoscevamo e conosciamo quali furono i termini della riflessione almeno fino a quando scesero in campo MDP e SI.

Non aggiungerò né ripeterò, pertanto, qui i motivi, tutti politici, del nostro NO all’alleanza “favista”.

lunedì 11 settembre 2017

L' "ARMA" DELLO STUPRO di Marina Zenobio






L' "ARMA" DELLO STUPRO
di Marina Zenobio



Non è la prima volta che l’Arma dei Carabinieri è coinvolta in casi di stupro. Prima di Firenze ci fu l’abuso nella caserma del Quadraro,a Roma



L’ordinaria narrazione tossica, come in altre occasioni, questa volta si abbatte sulle due donne americane che hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri, ora indagati, a Firenze. In fondo in fondo anche loro, come le tutte le altre, in qualche modo “se la sono cercata”. “Avevano bevuto”, “avevano fumato”, “non hanno urlato” addirittura il “Secolo XIX” ha riportato la bufala che “hanno inscenato il tutto per riscuotere i soldi dell’assicurazione”. Abbiamo così scoperto che comunque molte donne negli Stati Uniti si assicurano contro lo stupro, tant’è frequente.
E’ vero, lo hanno ammesso, erano state in discoteca, avevano bevuto, fumato per questo il loro racconto potrà essere un po’ confuso. “Il giornale”, in uno strenuo tentativo di difendere l’Arma, ha addirittura insinuato che “Innanzitutto bisognerebbe capire se i carabinieri siano davvero tali; quanto le due avessero bevuto; se qualche millantatore non si sia presentato ai loro occhi ingannandole”.

GLI ARTIGLI DELL’AQUILA di Teresio Spalla






GLI ARTIGLI DELL’AQUILA
di Teresio Spalla


Questo numero dell’Almanacco contiene due articoli sulla condizione contemporanea degli indiani d’America.
Il primo, risalente al 1986, fu pubblicato su “Filmcronache”. Il secondo, scritto nel 2011, in occasione dell’avvenimento di cui si parla, rimase inedito.
Li pubblico insieme solo ora, continuativi l’uno all’altro per evidenti motivi, riveduti e aggiornati ma nemmeno tanto, poiché, in questo 2016, è accaduto qualcosa di cui si parla nell’epilogo, altrettanto inedito.
Tutti e tre i testi, riuniti insieme, saranno editi dalla rivista “Scenario”.

Il motivo di questo assemblaggio, che sarà comprensibilissimo a chi lo leggerà, è che, da quando mi dedicai, per la prima volta, non alla vicenda storica ricostruita al cinema e nella letteratura dei pellerossa, ma all’esplorazione antropologica della loro autentica esistenza contemporanea, sono, apparentemente, cambiate molte cose.
Ma, dal punto di vista della rinascita culturale e sociale, nel momento in cui scrivo, marzo 2016, non è sostanzialmente cambiato niente per gli ex indomiti cavalieri della prateria del nord ovest come a tutte le nazioni indiane dalla frontiera canadese al confine messicano degli Stati Uniti.
Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF